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Vaccinazione antinfluenzale 2020-2021

L’influenza è una malattia molto contagiosa, si trasmette già prima della comparsa dei sintomi e fino a 3-7 giorni dopo l'inizio della malattia, attraverso le vie aeree, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Lavarsi spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso, o aver starnutito, coprirsi la bocca e il naso quando si starnutisce, evitare contatti ravvicinati con chi presenta segni di raffreddore o malattie respiratorie sono efficaci misure preventive.

Ci si può vaccinare a partire dall’età di sei mesi e si abbassa  da 65 ai 60 anni l’età oltre la quale la vaccinazione è particolarmente indicata.

Per l'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina ci si può vaccinare presso il proprio Medico di famiglia, con prenotazione presso gli sportelli CUP , le farmacie abilitate e tramite il  Call Center telefonico sanitario Regionale (0434.223522) per i medici che hanno aderito a questa modalità di prenotazione, altrimenti rivolgendosi direttamente al medico.

Per l'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale è previsto il consolidamento del sistema di vaccinazione tramite i Medici di Medicina Generale che dovranno vaccinare anche i pazienti della fascia 60-65 anni. l' istituzione di un rapporto con i Pediatri di libera scelta che saranno coinvolti nella vaccinazione degli utenti 0-6 anni;  la previsione di una offerta attiva del vaccino alla popolazione target anche presso gli ospedali in caso di accesso per ricovero.

Anche nell'Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale ci si può vaccinare presso i Medici di famiglia.

La vaccinazione è gratuita e necessaria per:  

  • Le persone di età pari o superiore ai 60 anni e i bambini di età tra 6 mesi e 6 anni;
  • i soggetti affetti da: malattie croniche dell’apparato respiratorio e dell’apparato cardio-circolatorio, diabete mellito ed altre malattie metaboliche, malattie renali, malattie del sangue, malattie congenite che comportino carente produzione di anticorpi e sindromi da malassorbimento intestinale e malattie infiammatorie croniche intestinali;
  •  donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza o puerperio (allattamento);
  •  i donatori di sangue, gli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo come personale degli asili nido, insegnanti delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo, addetti alle Poste e telecomunicazioni, dipendenti delle pubblica amministrazione e difesa, forze di Polizia, vigili del fuoco personale di assistenza delle case di riposo, nonché personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (veterinari, allevatori), familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).
  • il personale sanitario (in questo caso la vaccinazione riveste un ruolo fondamentale non soltanto nella protezione del singolo operatore, ma anche nella garanzia e tutela dei pazienti, soprattutto quelli più fragili ed ad alto rischio).
Pubblicato il 6/10/2020
Ultima modifica 9/10/2020